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Il conflitto di Andrea


di benves
26.10.2026    |    1.422    |    4 9.1
""Vieni, adesso, sfogati, liberati" Sentii l'orgasmo avvicinarsi, e questa volta volevo che arrivasse insieme a lui..."

Mi chiamo Claudia e, fino a ieri sera, ero la donna più castigata del mondo.
A ventiquattro anni mi ero innamorata di Andrea, un uomo di cinquant'anni, vedovo, con due figli grandi e una vita già vissuta.
Mi aveva conquistata con la sua calma, la sua sicurezza, la sua dolcezza.
Era il mio porto sicuro, il mio uomo, il mio mondo.
La classica ragazza della porta accanto, acqua e sapone, timida e riservata: ecco chi ero io.
Quella che arrossiva al minimo accenno di volgarità, che aveva avuto un solo uomo in tutta la sua vita, che si sentiva a disagio anche solo a parlare di sesso.
Mi ero innamorata e la differenza di età tra noi non contava, per sposarmi con lui avevo lottato contro tutto e contro tutti, soprattutto contro i pregiudizi altrui ma non mi importava, quello che contava era solo la mia felicità ed effettivamente...ero felice.
Dieci anni dopo, il nostro amore era ancora solido, ma il corpo di mio marito aveva cominciato a tradirlo.
L'impotenza era arrivata in punta di piedi, prima una volta ogni tanto, poi sempre più spesso, fino a diventare una presenza costante nella nostra camera da letto.
Andrea ne soffriva in silenzio, io cercavo di non farglielo pesare, ma sentivo che qualcosa si stava spezzando dentro di me.
Un bisogno animale, primordiale, che la mia timidezza e il mio amore per lui avevano sempre tenuto a bada.
Quella sera, quando Andrea mi parlò per la prima volta di Stefano, il mondo si fermò.
Eravamo a letto, lui con la schiena appoggiata alla testiera, io rannicchiata contro il suo petto. Sentivo il suo cuore battere all'impazzata, come se stesse per confessarmi un peccato mortale.
"Claudia, devo parlarti di una cosa," cominciò, e la sua voce era rotta, diversa.
"Io... io non posso più starti vicino come vorrei, il mio corpo mi tradisce, e ogni volta che ti guardo, che vedo il desiderio nei tuoi occhi, sento di non essere più un uomo."
“Ne ho parlato anche con il mio andrologo, ed anche le -pilloline magiche- non sono in grado di risolvere il mio problema” disse con la voce rotta quasi dal pianto
Mai l'avevo visto piangere, era sempre stato il mio porto sicuro ed ora, vacillava, quasi indifeso, non capivo né intuivo cosa stesse per dirmi.
Mi strinsi a lui, ma lui mi scostò dolcemente.
Voleva guardarmi in faccia.
I suoi occhi erano lucidi, pieni di una paura che non gli avevo mai visto.
"Ho paura di perderti," continuò, e la sua voce si spezzò in un singhiozzo trattenuto.
"Ho paura che un giorno ti stancherai di me, che cercherai altrove ciò che io non posso più darti. L'idea di vederti andare via mi uccide, Claudia, mi uccide più di questa maledetta impotenza. Ogni notte, quando ti guardo dormire, penso che non sono più degno di te, che sei troppo giovane, troppo bella, troppo piena di vita per sprecare i tuoi anni migliori accanto a un uomo che non può nemmeno toccarti come meriti."
"Andrea, io non ti lascerei mai," lo rassicurai, ma lui scosse la testa con veemenza.
"Lo so che non lo faresti, ma io vedo come ti guardano gli altri uomini, vedo come il tuo corpo reagisce quando qualcuno ti sfiora per sbaglio, vedo la frustrazione nei tuoi occhi quando ti allontani da me dopo un bacio che non può andare oltre. Sei giovane, Claudia, sei bellissima, e hai bisogno di essere desiderata, toccata, amata. Io non posso più farlo, e la paura di perderti mi sta consumando." ribadì con voce tremante.
Il silenzio cadde tra noi, denso e pesante.
Poi, con un filo di voce, aggiunse: "Ho un amico, Stefano, è più giovane di me, ha la tua età, gli ho parlato di noi, della nostra situazione, del mio problema. È un uomo buono, rispettoso, ed ha accettato di aiutarci. Ho pensato... ho pensato che potrei condividerti con lui, che potrei guardare mentre ti dà ciò che io non posso più. Che potrei vederti provare piacere, anche se non sarò io a dartelo."
Le sue parole mi colpirono come un pugno allo stomaco.
La mia prima reazione fu di rifiuto, di orrore quasi.
Io, Claudia, la ragazza timida che arrossiva al minimo accenno di volgarità, che aveva avuto un solo uomo in tutta la sua vita... come potevo anche solo immaginare di farmi toccare da uno sconosciuto?
“Andrea hai parlato con lui prima che con me?” dissi con voce severa ma poi, il suo sguardo sommesso e pieno di sensi di colpa mi fece cambiare tono di voce
"Andrea, tesoro, non posso," sussurrai, sentendo le guance bruciare di vergogna.
"Non conosco quest'uomo, non posso... non posso spogliarmi davanti a lui, lasciare che mi tocchi. Io... io non sono fatta per questo, sono tua, solo tua, non potrei mai..."
“Andrea quando ci siamo sposati ti ho giurato di esserti fedele nella buona e nella cattiva sorte, in salute ed in malattia, non puoi chiedermi di non rispettare quel giuramento tesoro”
Ma Andrea mi prese il viso tra le mani, e i suoi occhi erano così pieni d'amore e di disperazione che mi spezzarono il cuore.
"Non ti chiedo di farlo per me, ti chiedo di farlo per te, e se non vuoi, non lo faremo mai, ma promettimi che ci penserai, promettimi che non chiuderai questa porta senza almeno guardare cosa c'è dietro. Perché io non voglio perderti, Claudia, e se questo è l'unico modo per tenerti con me al mio fianco, allora sono disposto a tutto."
“Chi ama, mette la felicità altrui prima della propria amore, io sto facendo questo tesoro, ti prego solo di rifletterci e poi, mi darai la tua risposta”
Per giorni, quella conversazione rimase sospesa tra noi come una spada di Damocle.
Io ci pensavo di continuo, di giorno e di notte.
Il mio corpo, che per mesi era stato in uno stato di quiete forzata, cominciava a risvegliarsi.
Mi ritrovavo a toccarmi sotto la doccia, a immaginare mani diverse da quelle di Andrea, a fantasticare su uno sconosciuto che mi possedeva mentre mio marito guardava.
Era un pensiero che mi eccitava e mi terrorizzava allo stesso tempo.
La mia educazione, la mia timidezza, la mia immagine di donna castigata e perbene... tutto urlava "no", ma qualcosa di più profondo, più animale, sussurrava "sì", e quella voce diventava ogni giorno più forte.
Andrea con quei discorsi aveva minato le mie convinzioni, aveva svegliato una parte di me che non conoscevo, la parte più nascosta del mio essere donna !
Una notte, mentre Andrea dormiva, mi infilai la mano tra le gambe e, per la prima volta dopo anni, mi masturbai, pensando a lui ma non ad Andrea, all'altro uomo, Stefano.
All'uomo che non avevo mai visto, all'uomo che Andrea aveva scelto per me come suo sostituto, all'uomo che avrebbe potuto darmi ciò che mio marito non poteva più.
L'orgasmo fu così intenso che dovetti mordermi il cuscino per non gridare e svegliarlo.
Il sabato successivo, inaspettatamente, il famoso Stefano venne a casa nostra.
Era alto, con i capelli scuri e un sorriso che metteva a proprio agio.
Andrea ci presentò, e io sentii il mio cuore battere all'impazzata. La mia mano, quando gliela strinsi, era gelata e tremante.
"Piacere, Claudia," disse Stefano, e la sua voce era calda, profonda.
"Andrea mi ha parlato molto di te."
Parlammo del più e del meno, sorseggiando vino rosso, ma la tensione era palpabile, quasi tangibile.
Ogni volta che Stefano incrociava il mio sguardo, sentivo un brivido percorrermi la schiena, ed ogni volta che guardavo Andrea, lo vedevo osservarci con un misto di desiderio e di paura, le sue mani che stringevano il bicchiere fino a far sbiancare le nocche.
A un certo punto, Stefano si alzò e si avvicinò a me.
Mi prese il viso tra le mani e mi guardò negli occhi con un'intensità che mi fece mancare il respiro.
"Claudia," disse con voce dolce, "Andrea mi ha parlato di te, mi ha detto che sei timida, che non hai mai fatto una cosa del genere”.
“Mi ha anche detto che sei la donna più sensuale che abbia mai conosciuto, anche se non lo sai.
Andrea mi prese per mano e mi condusse in camera da letto, la nostra camera, poi si staccò da me facendo cenno a Stefano di avvicinarsi.
Sentii il suo respiro sul mio viso “Posso baciarti?" sussurrò
Non avevo ancora detto ad Andrea la mia decisione e lui improvvisamente e senza avvisarmi mi stava già gettando nelle mani di Stefano pensai...
Il mio cuore era un tamburo impazzito.
Guardai Andrea, quasi a chiedere il permesso, annuì lentamente, i suoi occhi pieni di amore e di un desiderio che non vedevo da anni.
Poi, con un filo di voce, sussurrai: "Sì, ma solo un bacio"
Il bacio di Stefano fu lento, profondo, completamente diverso da quelli di Andrea.
La sua lingua esplorava la mia bocca con una sicurezza che mi fece sciogliere come burro.
Ero talmente presa da quel bacio che non sentii le sue mani scivolare sulla mia schiena
Un calore improvviso mi invase il ventre, scendendo sempre più in basso.
Andrea si era alzato e si era avvicinato.
Si mise accanto a noi e cominciò a baciarmi il collo, mentre Stefano continuava a baciarmi in bocca.
Ero circondata da due uomini, e per la prima volta nella mia vita, non mi sentii in imbarazzo.
Mi sentii desiderata, amata, ed incredibilmente eccitata.
Il mio respiro si fece affannoso e Stefano lo prese come un invito ad andare oltre
Stefano cominciò a spogliarmi, un capo alla volta, con una lentezza che mi fece impazzire.
Prima il vestito, poi il reggiseno, e quando i suoi occhi caddero sui miei seni nudi, emise un sospiro di ammirazione.
I miei capezzoli erano già irti come chiodi per l'eccitazione e le aureole gonfie di desiderio.
"Sei bellissima, Claudia," mormorò, e le sue mani cominciarono a carezzarli, i pollici che sfioravano i capezzoli già induriti.
Si chinò e ne prese uno in bocca, ed io gemetti, inarcando la schiena per offrirglielo meglio.
La sua lingua giocava con il capezzolo, lo leccava, lo succhiava, mentre la sua mano libera accarezzava l'altro seno.
Andrea, intanto, mi aveva tolto le mutandine e le sue dita cominciavano a esplorare il mio sesso umido e pulsante.
Sentii un dito entrare in me, e poi un secondo, mentre il pollice stimolava il mio clitoride.
Era un'esperienza nuova, eccitante, ed io mi abbandonai completamente al piacere.
Stefano si staccò dal mio seno e cominciò a baciarmi il ventre, scendendo sempre più in basso. Quando la sua bocca raggiunse il mio sesso, trattenni il fiato.
La sua lingua cominciò a leccarmi lentamente, con una maestria che mi fece gemere ad alta voce.
"Andrea," ansimai, cercando il suo sguardo.
Lui era lì, a pochi centimetri, e guardava rapito mentre Stefano mi leccava la fica.
La sua mano era sulla cerniera dei pantaloni, e vidi che era duro.
Per la prima volta dopo mesi, Andrea era eccitato.
"Ti piace, vero?" sussurrò Stefano, alzando lo sguardo dal mio sesso.
"Ti piace che ti lecchi mentre tuo marito guarda?"
"Sì," gemetti, e la parola mi uscì come un sospiro.
"Oh, sì, ti prego, non fermarti."
Stefano riprese a leccarmi, ma questa volta con più intensità.
La sua lingua trovò il mio clitoride e cominciò a stimolarlo con movimenti circolari, mentre le sue dita si infilavano dentro di me, spingendo in profondità.
Sentii il piacere crescere, montare, fino a diventare un'onda che minacciava di travolgermi.
"Vieni per me, Claudia," mormorò Stefano. "Vieni mentre tuo marito ti guarda."
Ed io finalmente venni.
L'orgasmo arrivò dirompente, liberatorio, appagante, forse inaspettato
Con un grido che non riuscii a trattenere, il mio corpo si inarcò e l'orgasmo mi travolse, violento.
Le mie gambe tremavano, le mie mani si aggrapparono ai capelli di Stefano, e per un lungo momento non vidi più nulla.
Ondate di piacere continuavano a scorrere attraverso il mio corpo, e io mi sentivo completamente persa, completamente abbandonata al piacere.
Quando riaprii gli occhi, Andrea era lì, chinato su di me, e mi baciava con una passione che non ricordavo.
"Sei magnifica amore mio," sussurrò.
"Sei la donna più bella del mondo, ed io ti amo più che mai."
Stefano si alzò e cominciò a spogliarsi.
Quando il suo membro apparve, duro e pulsante, sentii un'umidità nuova tra le mie cosce.
Era più grande di quello di Andrea, più spesso, e l'idea di averlo dentro di me mi eccitava oltre ogni limite.
Lo guardai, affascinata, mentre si avvicinava al mio viso.
"Vuoi assaggiarlo, Claudia?" chiese Stefano, con voce roca.
Guardai Andrea, che annuì con gli occhi lucidi di desiderio.
Poi, senza esitare, mi chinai su Stefano e presi il suo membro in bocca.
Il sapore era salato, maschile, e la sua consistenza era liscia e calda.
Cominciai a succhiarlo lentamente, la mia lingua che ne percorreva la lunghezza, mentre le mie mani gli accarezzavano i testicoli.
Stefano gemette, e le sue dita si infilarono nei miei capelli.
"Claudia, sei bravissima," mormorò. "Succhiamelo, succhiamelo tutto."
Presi coraggio e lo presi più in profondità, fino a sentirlo in gola.
Sentii il suo membro pulsare nella mia bocca, e il sapore del suo pre-seme mi inondò la lingua. Stefano ansimava, le sue anche che cominciavano a muoversi contro il mio viso, spingendo più a fondo.
"Così, Claudia, così," gemette. "Non fermarti, ti prego."
Ma prima che potesse venire, mi sollevò dolcemente e mi spinse sul letto.
"Ora voglio starti dentro," disse, e la sua voce era roca di desiderio.
Mi allargò dolcemente le gambe, il mio sesso umido di desiderio era pronto ad accoglierlo
Si posizionò tra le mie gambe, sentii la cappella appoggiata sul mio fiore quasi inesplorato e cominciò a penetrarmi lentamente.
Sentii la sua lunghezza riempirmi, e un gemito mi sfuggì dalle labbra.
Era diverso da Andrea, più grande, più profondo, e ogni centimetro che entrava in me era pura estasi.
Mi sentii completamente piena, completamente posseduta.
Cominciò a muoversi con un ritmo lento e profondo, guardandomi negli occhi.
"Guardami, Claudia," disse "guardami mentre ti scopo, e guarda Andrea, guarda come ti desidera."
Voltai lo sguardo verso Andrea.
Era in piedi, con il membro duro in mano, e si stava masturbando mentre ci guardava.
I suoi occhi erano due braci, e il suo respiro era affannoso.
Non lo avevo mai visto così eccitato, così vivo.
La sua mano si muoveva veloce sul suo membro, e io vedevo il piacere dipingersi sul suo viso.
"Ti piace, Andrea?" ansimai. "Ti piace vedere un altro uomo che mi scopa?"
"Sì," gemette lui. "Ti prego, Claudia, continua, voglio vederti godere amore, voglio vederti appagata, devi venire tesoro"
Stefano accelerò il ritmo, e io cominciai a muovermi contro di lui, cercando il mio piacere.
Le sue mani erano sui miei fianchi, che mi guidavano, e io sentivo il suo membro sfiorare il mio punto più profondo.
Ogni spinta era un'onda di piacere che mi travolgeva.
"Sei così stretta Claudia," mormorò Stefano. "Così calda, mi stai facendo impazzire."
"Non fermarti, ti prego, non fermarti." ansimai.
Cambiò posizione, sollevandomi le gambe sulle sue spalle, e la penetrazione diventò ancora più profonda.
Sentii il suo membro toccarmi il collo dell'utero, e un grido mi sfuggì dalle labbra.
Il piacere era così intenso che vedevo le stelle.
"Così, così," gridai. "Ti prego, Stefano, fammi venire."
"Vieni Claudia," ansimò lui. "Vieni, adesso, sfogati, liberati"
Sentii l'orgasmo avvicinarsi, e questa volta volevo che arrivasse insieme a lui.
I nostri corpi si muovevano all'unisono, in un ritmo frenetico, ed io sentii il suo membro pulsare dentro di me.
"Vengo, vieni anche tu, ora" gridai. "Vieni dentro di me, Stefano!"
E nello stesso istante, l'orgasmo mi travolse.
Gridammo insieme, i nostri corpi intrecciati in un'unica onda di piacere, mentre Andrea ci guardava, la sua mano che si muoveva veloce sul suo membro.
Sentii il seme di Stefano inondarmi, caldo e abbondante, mentre le contrazioni del mio orgasmo lo spremevano.
Quando Stefano si ritirò, il suo seme colava dalle mie cosce, ed io ero esausta, ma felice.
Andrea si chinò su di me e mi baciò, e sentii il suo sapore mescolarsi a quello di Stefano.
"Ti amo," sussurrò Andrea. "Ti amo più che mai, ti ringrazio amore per questo dono."
Da quella notte, Stefano divenne un ospite frequente nella nostra casa.
Andrea guardava, ed io mi abbandonavo ad un piacere che non avevo mai conosciuto.
Ogni volta era diverso, ogni volta era più intenso, ed ogni volta, quando Stefano se ne andava, Andrea mi prendeva tra le braccia e mi diceva: "Sei mia, Claudia, sempre mia amore"
Ed io lo credevo, perché il nostro amore era più forte di qualsiasi cosa.
La ragazza timida e castigata era sparita, e al suo posto c'era una donna che aveva scoperto il suo lato più selvaggio, il suo appetito insaziabile.
E non voleva più tornare indietro.
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